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Ridursi lo stipendio? La “casta” dei deputati regionali toscani dice no!

fuori-soldi-politica3Bocciata nell’ultima seduta di consiglio regionale la proposta del MoVimento 5 stelle Toscana “Zero Privilegi”, l’intenzione era quella di ridurre drasticamente gli emolumenti, molti forfettari e non rendicontati, che i deputati regionali hanno per equiparazione con quelli nazionali. Si sarebbe trattato di un risparmio di 22 milioni di euro in una legislatura utilizzabili fin da subito per tutte le drammatiche emergenze, prima fra tutte quella del dissesto idrogeologico.

Stupisce, fino ad un certo punto, che a Roma la diminuzione dei costi della politica sia un tema al centro del dibattito mentre a Firenze, forse perché meno esposta mediaticamente, l’istanza della lotta allo spreco venga rigettata in maniera netta e assolutamente trasversale.

Attendere nove mesi, dalla data di consegna della proposta, la calendarizzazione del dibattito, all’ultima data utile, per scoprire che le forze di “cosiddetta sinistra” (PD, SEL, IDV, Rifondazione) , oltre a tutte le altre, ritengono di aver già ridotto i loro appannaggi è perlomeno frustrante e rende ancora più netto il segno di distanza tra la politica e le aspettative reali dei cittadini.

In un clima di generale indifferenza, il partito unico, mai così unito, della “casta” regionale non ha inteso recepire nemmeno uno dei punti proposti nel deliberato del M5S, proposte, giova ricordarlo, che avevano passato il vaglio della fattibilità tecnica da parte degli uffici della Regione.

Le motivazioni al rifiuto addotte, in sede di dibattito, sono assolutamente risibili e infondate in quanto, in realtà,  gli interventi già messi in atto dalla Regione hanno recepito solo in parte le direttive del ministro Tremonti (attraverso la legge 85/2012) con la sola riduzione del numero dei Consiglieri e con il passaggio dal vitalizio al sistema contributivo, mentre le proposte  della “Zero Privilegi” erano assolutamente complementari e molto più incisive.

Da oggi la nostra battaglia riparte più convinta di prima con la constatazione che forze politiche, anche di minoranza, disposte a battersi per una riduzione dei costi della politica in Regione Toscana non esistono.

www.toscana5stelle.it

 

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Commissioni consiliari, dove il PD mostra il suo volto, il peggiore.

mr burns2Oltre al lavoro quotidiano sugli atti che andiamo a proporre, interrogazioni, mozioni e atti d’indirizzo,  su quelli proposti dalla giunta e dalle altre forze politiche, il lavoro di un consigliere comunale si svolge principalmente nelle commissioni consiliari. Questi organismi hanno in organico un numero ridotto di consiglieri, dieci, e rappresentano proporzionalmente la composizione delle forze politiche presenti in consiglio comunale. Il loro compito è istruttorio rispetto alla pratiche che successivamente verranno presentate all’attenzione del consiglio. Quando una proposta, soprattutto quelle di minoranza, viene fatta transitare in commissione lo si fa principalmente per cercare di condividere con gli altri partiti una proposta e quindi trovare una maggioranza che la sostenga. Viceversa quando ad una delibera all’ordine del giorno del consiglio comunale viene chiesto al relatore, colui che la propone, il ritiro per ulteriori approfondimenti in commissione, tecnica che utilizza principalmente la maggioranza, durante il dibattito in aula, si è quasi certi del suo siluramento. Tra rinvii, cose più urgenti e smarcamenti vari la commissione diventa un porto delle nebbie e della questione si perdono le tracce per sempre. Questo è quello che è capitato, ad esempio, alla nostra proposta sulla rinegoziazione del piano dei rifiuti con la provincia, sparita a fronte di un impegno preciso del PD di discuterla velocemente in commissione Assetto del Territorio preso dal suo presidente Alessandro Caneschi. Sono passati quattro mesi e nessuna nuova è ancora giunta ….. Negli ultimi tempi l’agenda della commissione bilancio è stata dettata dalla Tares, la mitologica tassa che tutto spazzerà via, non solo in termini di raccolta dei rifiuti ma soprattutto dalle tasche degli utenti. Per cominciare ci siamo opposti fermamente all’attribuzione ad Aisa, senza nessuna gara di evidenza pubblica, per un costo annuo di 650.000 euro da addebitare totalmente in bolletta ai cittadini, il servizio di fatturazione. Quello che maggiormente stupisce è che a fronte delle nostre richieste di dettaglio dei costi, che Aisa dichiara di sostenere, è stato presentato un riepilogativo talmente generico e sintetico che invece che sciogliere i dubbi ne ha creati di nuovi. Prossima tappa il PEF, piano economico finanziario, sul quale verrà modulata la tariffa. In questo caso pretendiamo dati precisi e circostanziati. Altro elemento che contestiamo è il fatto che il Comune di Arezzo ha adottato politiche della raccolta dei rifiuti che non permettono di premiare i cittadini più virtuosi introducendo una tariffa puntuale. Si chiede di differenziare senza dare nessuna forma di incentivazione. Per noi meno si inquina meno si deve spendere. Sempre in commissione bilancio abbiamo parlato di IMU, e anche da questo fronte non arrivano buone notizie, anche per l’anno 2013 il bilancio comunale si sosterrà principalmente su questa voce d’entrata. Se è vero che per la prima casa non c’è chiarezza, per ora è certo solo il posticipo,  per la seconda abitazione e per gli edifici produttivi la proposta dell’assessore Gasperini è di innalzare di ben due decimi l’aliquota base, nel comune di Arezzo si pagherà lo 0,99 % contro lo 0,76 stabilito come minimo di legge. Solo la lobby degli albergatori ha avuto un sensibile sgravio, lo 0,87%. La nostra principale richiesta è stata quella di avere le basi di calcolo, sia Imu che Irpef, sulle quali l’assessore ha costruito le proprie aliquote, ma con somma nostra sorpresa abbiamo scoperto che queste non sono in possesso nemmeno degli uffici e le ipotesi di gettito sono state semplicemente ricavate sugli introiti degli anni precedenti! Imbarazzo e disagio di fronte ad una richiesta banale.  In commissione controllo e garanzia abbiamo sollevato una serie di temi senza però trovare collaborazione ed una reale volontà di approfondire, soprattutto ad opera della maggioranza. Volevamo permettere ai cittadini, a costo zero, tramite un form nel sito dell’ente, di formulare le proprie proposte per le modifiche a regolamento e statuto del Comune di Arezzo, insabbiato. Avevamo chiesto un confronto con il presidente della commissione speciale sull’acqua, Andrea Modeo(PD), che da ormai un anno ha concluso il proprio lavoro e doveva relazionare, ma ha sempre omesso il proprio compito. Muro da parte PD, letterina di invito e tanti saluti. Questo è quello che i presunti democratici intendono per difesa dell’esito referendario.

Questo è il mio report degli ultimi due mesi, stay tuned.

Daniele Farsetti

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M5S Arezzo, incontro con il prof. Maurizio Pallante fondatore del Movimento per la Decrescita Felice.

event_247014192Domani 14 giugno, presso Spazio Seme, C/o piscine Pantano – Arezzo, alle ore 20,00 il MoVimento 5 Stelle organizza un incontro con il prof. Maurizio Pallante, presidente e fondatore del Movimento per la Decrescita Felice.

I segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali continuano a moltiplicarsi: l’avvicinarsi dell’esaurimento delle fonti fossili di energia e le guerre per averne il controllo, l’innalzamento della temperatura terrestre, i mutamenti climatici, lo scioglimento dei ghiacciai, la crescita dei rifiuti, le devastazioni e l’inquinamento ambientale. Eppure gli economisti e i politici, gli industriali e i sindacalisti con l’ausilio dei mass media continuano a porre nella crescita del prodotto interno lordo il senso stesso dell’attività produttiva. In un mondo finito, con risorse finite e con capacità di carico limitate, una crescita infinita è impossibile, forse è arrivato il momento di smontare il mito della crescita, di definire nuovi parametri per le attività economiche e produttive, di elaborare un’altra cultura, un altro sapere e un altro saper fare, di sperimentare modi diversi di rapportarsi col mondo, con gli altri e con se stessi.

Nel corso della serata verrà spiegato cosa si intente per decrescita, sfatando il mito della sua opposizione al progresso ed evidenziando come l’attuale concetto di crescita, basato unicamente su criteri economici e finanziari, sia in realtà un grande inganno. Risparmio energetico, autoproduzione, investimenti nel recupero e messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente, in un agricoltura il più possibile a km 0, oltre al cambiamento degli stili di vita individuali e al recupero di un bene prezioso quale il tempo libero, possono, da subito, creare nuovi posti di lavoro e migliorare sensibilmente gli stili di vita, favorendo i rapporti sociali e le relazioni.

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13 giugno 2013 Daniele Farsetti Eventi, Feste e Incontri Fai il primo commento!

M5S in parlamento, ciò che i media (interessati) non ti dicono …

imageQueste le proposte di legge a oggi presentate in pochi mesi dal M5S al parlamento delle quali naturalmente i giornali venduti ai partiti non parlano, ma che farebbero un gran bene all’Italia ….

PICCOLA E MEDIA IMPRESA. Tutto parte da un’interpellanza dei cinque stelle «sulle aperture domenicali indiscriminate degli esercizi commerciali che hanno creato problemi alla piccola distribuzione». Il tema è un pallino di Beppe Grillo, che recentemente ha incontrato Confesercenti e fatto il punto sulla road map da stendere a difesa della piccola e media impresa. In pochi giorni il dibattito sfocia nella proposta di legge firmata dal deputato Michele Dell’Orco «contro la liberalizzazione delle aperture festive e domenicali nel commercio in un’ottica di salvaguardia delle pmi». L’iniziativa, diametralmente opposta alle linee guida tracciate dal governo Monti, chiede di affidare «la competenza legislativa e la potestà regolamentare alle regioni e agli enti locali» per meglio individuare la «pianificazione della turnazione delle festività lavorative».

STAMPA. Risalgono ad aprile due disegni di legge il cui primo firmatario è Vito Crimi. L’atto n. 453 chiede l’abolizione del finanziamento pubblico ai giornali «ai fini della promozione della concorrenza e della tutela dei consumatori nel settore dell’informazione nonché al fine di assicurare il conseguimento di rilevanti economie di spesa per la finanza pubblica». L’atto n. 454 tira dritto verso l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, perchè «l’accesso alla professione e il suo esercizio siano liberi da vincoli burocratici».

DIRITTI CIVILI. Ad oggi in Senato sono state depositate tre proposte. La prima è di Michela Montevecchi, recante «nuove disposizioni per il contrasto dell’omofobia e della transfobia». La seconda porta la firma di Alberto Airola e concerne le agevolazioni anagrafiche a beneficio delle persone transgender, con «nuove norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso». L’ultima proposta di Luis Alberto Orellana mira a introdurre «modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso». Le iniziative hanno ricevuto il placet di Sel e Ivan Scalfarotto, che apre: «su questi testi si può raccogliere un consenso più ampio».

COSTI DELLA POLITICA. Tra i capisaldi della campagna elettorale, la questione è stata presa di petto da Roberta Lombardi, prima firmataria della proposta depositata alla Camera «per l’abolizione dei contributi pubblici e modifiche alla disciplina in materia di spese elettorali e agevolazioni a partiti e movimenti». Nel testo i pentastellati chiedono l’abolizione dei rimborsi elettorali, limiti più stringenti alle spese elettorali di partiti e candidati, nonchè la destinazione delle somme risparmiate in favore delle piccole imprese.

LIBERE PROFESSIONI. La proposta di legge abbraccia la riforma delle libere professioni dell’area tecnica ricalcando il «modello anglosassone». Nel documento presentato dai pentastellati si chiede l’abolizione degli ordini e dei collegi professionali, mossa che consentirebbe «lo sgretolamento di veri e propri centri di potere». Segue la reintroduzione delle tariffe minime e l’istituzione di registri degli abilitati presso i ministeri.

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11 giugno 2013 Daniele Farsetti Senza categoria Fai il primo commento!

Zero Privilegi arriva in Consiglio Regionale, vediamo chi si vuole tagliare i privilegi!

imagesAlmeno ventidue milioni di euro, questo è il risparmio complessivo, in cinque anni di legislatura, che la proposta di legge di iniziativa popolare “Zero privilegi”, volta a ridurre gli emolumenti dei consiglieri regionali, promossa dal MoVimento 5 stelle della Toscana, se approvata porterebbe in dote al bilancio della regione. In un momento di fortissima crisi la riduzione di tutta una serie di appannaggi di cui gode la “casta” politica toscana sarebbe un bel messaggio, molto più forte di tanti proclami a cui, spesso, non viene dato seguito.
La proposta di legge, sottoscritta da 8.000 cittadini nell’autunno dello scorso anno, con una raccolta firme che ha visto coinvolte tutte le provincie toscane, a partire dalla prossima settimana, finalmente approda in consiglio regionale.
Soppressione del vitalizio e dell’indennità di fine mandato. Eliminazione delle diarie e dei rimborsi spese forfettari, a favore del rimborso delle spese documentate per lo svolgimento di missioni. Indennità mensile di carica non più parametrata su quella dei deputati, ma in misura fissa di 3.000 euro netti. Indennità di funzione riconosciuta solo ai presidenti di Giunta e Consiglio ed ai vicepresidenti dell’assemblea legislativa, sono questi i contenuti principali dell’iniziativa.
La proposta di legge vuole cambiare il testo unico delle norme sui consiglieri e sui componenti della giunta regionale. È prevista, inoltre, una riduzione del 50% dell’ indennità di carica per coloro che svolgono attività di lavoro autonomo, libero professionale, commerciale, o comunque imprenditoriale. Viene ridotta anche l’indennità di carica di un diciottesimo per ogni giorno di assenza dalle sedute degli organi istituzionali, salvi i casi di congedi per maternità e paternità. La riduzione complessiva prevista dei costi è di circa 4,5 milioni di euro l’anno.
Dal pomeriggio di martedì 11 giugno, parallelamente alla discussione in aula, un delegazione del MoVimento 5 stelle presidierà il Consiglio Regionale per garantire un’informazione corretta e documentata sullo svolgimento dei lavori.

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Impara l’arte e mettila da parte – Icastica

icasticaTrovo assolutamente strumentale e per molti aspetti parte di una cultura fin troppo “provinciale”, l’atteggiamento sarcastironico-politico che molti cittadini e personaggi istituzionali rivolgono ad una rassegna di cultura estetica internazionale come Icastica. La famigerata attitudine da “Botoli ringhiosi” di cui Dante ci dotava, pare ancora riecheggiare nell’aria quandunque si presenti una novità in città. Infondo non è paradossale che ci si lamenti della “morte del centro storico” e poi ogni volta che si prospetta qualcosa all’orizzonte, puntualmente viene denigrata, derisa o osteggiata? Non sono solito giudicare i lavori a priori per cui attenderò la fine per fare una valutazione seria; come dovrebbe fare chiunque abbia un minimo di rispetto del lavoro altrui o che, comunque, sia in età post adolescenziale.

Per adesso l’unica cosa che contesto (politicamente) è che l’Assessore avrebbe potuto fare di più in termini di condivisione. Ovvero, piuttosto che cantarsela tutta da solo, avrebbe potuto presentare la sua idea in Commissione Cultura. Informare i commissari, e quindi il Consiglio Comunale tutto sull’idea, sui costi e la logistica. Sarebbe stato il minimo apprezzabile. Purtroppo, ancora siamo in una città che va avanti a colpi di maggioranza, poco incline al dialogo con chi, magari, la pensa diversamente (leggi anche prossima approvazione del Bilancio Comunale). Confrontarsi significa incontrare i cittadini, renderli partecipi e quindi più parte in gioco. Ahimè invece, ci troviamo nella situazione in cui c’è chi si lamenta che non può parcheggiare in Piazza Cadorna o chi non vuole “panni stesi” sopra la testa per l’imminente Giostra del Saracino. Ecco, quando non si cerca il confronto, si cade inevitabilmente nello scontro. Mentre invece Arte e Cultura dovrebbero essere segni di riconoscimento identitario.

Si sa l’arte si fa apprezzare quando la si vive, spesso non la si capisce e forse dovremmo tutti fare uno sforzo in più per arricchire il nostro bagaglio culturale e comunitario, smettendola di giudicare o pensare al proprio orticello; piuttosto facendosi coinvolgere da essa e lasciarla fluire, percependo solo in seguito, se ci ha lasciato qualcosa oppure no. Un giudizio per non essere un pregiudizio deve nascere da un esame interno, non sostituirsi ad esso.

Buona Biennale a tutti.

Lucio Bianchi

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La Descrescita Felice – Conferenza di Maurizio Pallante 14 Giugno

la-decrescita-felice-nuova-edizione-2011_140Venerdi 14 giugno alle ore 21 Maurizio Pallante presenterà “La Descrescita Felice”, libro del quale è autore. Maurizio Pallante è uno dei massimi esponenti del Movimento per la Descrescita Felice, un modo alternativo ma possibile di intendere sviluppo economico e sociale, fuori dagli schemi del consumismo ma dentro la sostenibilità.

La conferenza e il dibattito avverranno presso Spazio Seme, via del Pantano 36.

Dalle ore 20 un’apericena dal costo di 5 euro precederà l’evento.

Sarà possibile acquistare il libro con dedica dell’autore.

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Il NO alla Tirrenica sbarca in parlamento

tirrenicaArriva un nuovo alleato, il MoVimento 5 Stelle, ad aiutare chi contrasta il progetto SAT dell’autostrada Tirrenica che prevede la costruzione di nuovi tratti in zone di alto pregio ambientale e, ove già esistente, di trasformare la superstrada in autostrada a pagamento.

Italia Nostra Toscana e Lazio, Coordinamento NO SAT, Coordinamento Comitati e Associazioni Ambientali tosco-laziali, accompagnati dagli attivisti del M5S Grosseto e Follonica, hanno incontrato un consigliere regionale e alcuni deputati del M5S delle commissioni Ambiente e Trasporti, a cui hanno esposto alcuni degli aspetti più controversi quali:

- un bene comune viene regalato ai privati;
- l’impatto ambientale a sud di Grosseto è insostenibile;
- sono garantiti i guadagni privati eliminando il rischio d’impresa;
- i cittadini pagheranno un nuovo insostenibile dazio per spostarsi e rincareranno le merci, il tutto senza avere alcun miglioramento reale del servizio;
- saranno imposte le tariffe più care d’Italia per una strada oggi gratuita;
- la diminuzione dei flussi di traffico non giustifica il piano economico dell’opera rischiando un altro caso di opera fallimentare come successo per la Livorno-Rosignano.

I comitati, accompagnati da esperti e docenti universitari, hanno suffragato l’assoluta inutilità e l’enorme danno di quella che è stata definita la “Truffa Tirrenica” che non riguarda solo l’asse nord ma si estende anche alla parte sud dove analogamente si sta procedendo alla privatizzazione della strada statale Pontina nel tratto Roma – Latina.

I parlamentari e consiglieri regionali M5S, a cui é stata illustrata la soluzione alternativa che consiste nella messa in sicurezza dell’Aurelia nei tratti ancor’oggi pericolosi, si sono resi disponibili all’interno del Parlamento per tutte le istanze che si riterranno necessarie e per far luce sui tanti documenti spesso occultati a comitati e cittadini, e hanno dato la disponibilità per partecipare alle prossime manifestazioni locali. Per contrastare il mancato coinvolgimento della popolazione e la mancata trasparenza sul progetto è emersa la volontà di promuovere convegni e conferenze di alto livello culturale con la presenza di economisti ed esperti.

I parlamentari del M5S hanno dunque assicurato quel supporto politico che in questi anni è mancato ai cittadini, ai comitati e alle associazioni, per rompere il rapporto perverso tra grande industria, finanza e politica.

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La Camera di Commercio che sogniamo, lontana dai partiti.

camera commercioIn questi giorni si sta giocando al partita del rinnovo dei vertici camerali. La politica, ovvero i “partiti” del nostro territorio, senza distinzioni di colore o ideologia, stanno svolgendo un ruolo preciso, e non completamente disinteressato, alla ricerca di leve di potere da esercitare in questo gioco. Una competizione, invece, che il MoVimento 5 stelle vorrebbe si svolgesse nell’interesse esclusivo dell’economia aretina e non in favore, magari, di qualche sistema amicale.

Il presidente della Camera di Commercio secondo il MoVimento 5 stelle dovrebbe essere un imprenditore vero, di quelli che sanno cosa significa la parola lavoro, magari alla guida di qualche “case history” di successo, qualcuno con una visione strategica che aiuti ad uscire dal guado, scelto per curriculum, magari valutabili dagli iscritti all’ente camerale “ex ante”, nella logica propria del M5S, e non per contiguità e subalternità alla politica.

Il presidente della Camera di Commercio che vorremmo non è un nome ma un progetto, un progetto di rilancio serio per la piccola e media impresa. Vorremmo che l’ente tornasse a svolgere quel ruolo di motore propulsivo dell’intera economia del nostro territorio, in poche parole “fare sistema” nell’epoca della globalizzazione dei mercati è un dovere e un obiettivo strategico che la nostra comunità deve porsi. Ogni azienda paga i diritti camerali anche per questo. Le Camere di Commercio sono chiamate ad agire in sinergia con gli altri attori locali, sviluppando e intraprendendo progetti che coinvolgono i diversi soggetti presenti sul territorio. Primo fra tutti il soggetto politico/amministrativo tutelare del territorio, il Comune, che rappresenta il “primus inter pares” fra quanti sono chiamati a stimolare la crescita della società e dell’economia.

Il nostro sogno è che la Camera di Commercio torni a sostenere il credito verso quelle aziende che hanno progetti innovativi, la formazione come elemento strategico di competitività nei mercati, la promozione per le eccellenze del territorio. Questo a nostro giudizio nell’ultimo mandato è mancato, ma viceversa, ci si è imbarcati in avventure, come quella del Centro Affari e Convegni, dove la Camera di Commercio si è trasformata in immobiliarista senza viceversa ottenere risultati tangibili, sia economici che di progetto, da una struttura cresciuta all’inverosimile in presenza di un piano industriale deficitario che non ha prodotto nessun significativo risultato. Strozzata da questo enorme fardello di costi, non giustificato da alcun ritorno, la gestione Tricca, a nostro giudizio, non ha svolto in maniera compiuta il proprio compito. Non ne sentiremo la mancanza.

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